FEMINA FERA

femina feraVolume edito da
Mondadori Electa

Fotografie di
Fabrizio Portalupi

Femina Fera
Elisabetta Coraini

Versi originali
Giuseppina Amodei

E' una metamorfosi da umano a belva, una sorta di "safari" fotografico in cui l'obiettivo va a caccia di una donna che è spirito e fera. L’attrice Elisabetta Coraini lentamente si trasforma, e nel viaggio attraverso la natura selvaggia comincia a muoversi e a cacciare come un animale, vince la paura, da schiava dei propri limiti si erge a potente dominatrice.
“Ho studiato per mesi – spiega Elisabetta - il comportamento dei leoni, dei leopardi, fino alle aquile reali e alle grandi scimmie. Decine e decine di documentari, foto su foto delle loro movenze, delle espressioni dei musi. Poi ho cominciato a muovermi, persino in casa, a quattro zampe. Ho provato a percepire l’interiorità delle bestie, la fame, la sete, il desiderio della caccia. Affrontando da attrice il percorso ho vinto le mie paure. Nei giorni degli scatti sono salita su massi e alberi, entrata nelle paludi vestita solo della mia pelle, ho azzannato e mi sono placata, ho provato dopo la caccia una serenità mai sentita. Il lavoro si è trasformato in un’emozione di vita irrinunciabile e unica.”

“Femina Fera – dice Fabrizio Portalupi - è il racconto di un eccesso. Le immagini sono metafora di un percorso spirituale.Troppo sbilanciata sul piano del femminile la donna dell’inizio, muta, impaurita, incapace di opporsi a un destino non scritto, ma che per troppo tempo le è apparso immutabile. Troppo sbilanciata sul piano del maschile la donna che, reagendo, diviene fera e feroce, decide di non subire più, ma così facendo si trasforma da vittima in carnefice fino a nutrirsi di sé stessa, della propria rabbia, dell’ebbrezza di un nuovo potere. Donna meravigliosa e consapevole quella delle ultime immagini. Ha trovato un bilanciamento, perfetto equilibrio tra maschile e femminile, fermezza e dolcezza, forza e pietà. Sbrana, ruggisce e poi si abbandona alla vita e all’armonia.”

femina fera
femina fera
femina fera
femina fera

Approfondimenti:

Fabrizio Portalupi Official Site >>> www.fabrizioportalupi.com

Elisabetta Coraini Official website >>> www.elisabettacoraini.com

Giuseppina Amodei sito ufficiale >>>
www.giuseppinaamodei.com



Recensioni e commenti critici:


Accettare il mondo con il bene e con il male, con gli egoismi e con la solidarietà, con la forza del pensiero e quella degli istinti, dovrebbe essere l’ineludibile legge naturale, capace, con le sue ombre e le sue luci, di scongiurare la mascherata violenza della tecnologia. Forse da questa esigenza sono scaturiti i versi di Giuseppina Amodei che illustrano l’elegante pubblicazione di Femina Fera, in cui una donna di straordinaria bellezza, Elisabetta Coraini, è fissata fotograficamente da Fabrizio Portalupi nello sfondo di un bosco che ricorda il fascino di un dipinto di Hieronymus Bosch, esaltato in una celebre poesia di Victor Hugo…
…Nella nudità femminile, ferinamente bella di un’eterna bellezza, risalta la celebrazione di una naturalezza pura come l’acqua che nutre le radici degli alberi, come il vento, come la nube.
Gabriele Di Giammarino


Mi è subito venuta in mente la lunga discussione che si aprì sulla Fotografia, agli inizi del Novecento, tra Benedetto Croce e altri critici. Ci fu chi sostenne che la fotografia era arte e chi si oppose strenuamente, con argomentazioni sottili e sofistiche…
…naturalmente tutto fu lasciato aperto… ancora è aperto, per alcuni. Ma mi domando, nello sfogliare Femina Fera, se davvero si può restare indifferenti, senza fremere, dinanzi a un’espressività che va a cogliere i segreti impalpabili di un bosco dentro cui vive e si muove una donna allo stato brado. Una donna bellissima non solo per le sue forme, ma perché libera come l’aria, elemento ella stessa della natura, luce che illumina l’intrigo dei rami e del sottobosco, grumo di buio che anela alla luce...
Dante Maffia

 ... Poi apro il libro e alla prima pagina mi-ti ritrovo "smarrita" davanti a un multiforme scenario già temuto, ancora più temuto e troppo grande, grande come un mistero, come il mistero dell’origine e  come solitudine stavolta “necessaria".
Solo al risveglio del "demone" (inconsapevole della sua potenza) la sua paura diviene forza pura,  istinto puro, energia primordiale che riscopre il potere…
La selva-mistero diviene come donna disponibile, accessibile, anzi unico e immenso possedimento dei sensi. L’occhio che segue (quello del fotografo) percepisce l’intensità sensoriale nei contrasti e vede il corpo- immagine come manifestazione di terra-cielo, paura-forza, chiaro-scuro, uomo-donna, istinto-divinità, bestia-sublime e... preludio all'essere ( voce del ventre, grido dal passato, urlo di prepotenza...).  
" Si sfiora quasi l’uomo col divino?"
Ripete, al di sopra di tutto, un coro unanime o un’anima eterna e condivisa, a volte, solo a volte consapevole…
Marcella Carlucci


… un volume davvero straordinario nel quale si fondono in perfetta armonia le immagini di Elisabetta Coraini, fotografata da Fabrizio Portalupi e i versi di Giuseppina Amodei.
... una donna stanca delle mollezze del mondo , nauseata dalla società dei consumi e attratta dagli scenari della foresta, decide di trasformarsi in belva. Le fotografie seguono passo passo le trasformazioni e appare evidente, a un certo punto, che non ci sarà via di ritorno, perché il sentirsi libera dai condizionamenti della società porta all’euforia, al distacco, a comprendere che cos’è veramente la libertà, il senso recondito delle voci del bosco, il silenzio, la bellezza dell’acqua che sa parlare e colloquiare con chiarezza.
Franco Maurella



… è una specie di gioco condotto dal fotografo con l’attrice Elisabetta Coraini, che si dimostra in questa occasione una modella straordinaria e coraggiosa, trasformandosi in belva e affrontando paludi, acque gelide e foreste. Leggo nel libro la metafora della natura femminile, fatta di bellezza e dolcezza, ma sempre pronta a trasformarsi in fera quando le circostanze dell’esistenza rendono incoercibili i sentimenti di rabbia e ribellione e l’anelito verso la libertà.
Vincenzo Mirisola




Eventi

Femina Fera non è stata una mera mostra fotografica, ma un vero e proprio evento multimediale, con l’esposizione delle 43 opere di Fabrizio Portalupi, la presenza e la performance di Elisabetta Coraini, l’attrice che l’ha interpretata e di Giuseppina Amodei, la poetessa che ne ha scritto la storia, le installazioni originali di video arte di Svetlana Kuliskova, Luca Cosimato e Marco Foti e le percussioni di Maurizio Kovacs.

Femina Fera è stata presentata a Torino, nello spazio espositivo Salaprove, nel mese di marzo 2006 con più di 1500 visitatori nella sola serata d’inaugurazione.

La mostra si è trasferita a Firenze, presso Palazzo Cavour, in aprile.
Quindi a Monsummano Terme a palazzo Martini, Museo di Arte Contemporanea e del 900, in giugno e nel 2007 a Milano, nel suggestivo spazio Zazie.

Il volume è stato presentato agli Uffizi di Firenze nel mese di maggio 2006 e i versi originali di Giuseppina Amodei hanno ricevuto il premio letterario Roberto Farina nel mese di giugno.

Numerose altre presentazioni sono seguite nel 2008 e nel 2009








© 2010 Paideia Srl All copy rights - Sito realizzato da Giovanni Legato - contatti: info@eudemonia.biz